Un tesoro di luce e foglie

Exhibition
March 17 - May 1, 2023
Free of charge
The visit is included in the price of the entrance ticket.
“Un Tesoro di Luce e Foglie “ è il titolo del progetto espositivo di Danilo Ambrosino, a cura di Alessandra Pacelli e Olga Scotto di Vettimo, ospitato nel Giardino della Vanella.
La mostra, secondo appuntamento dell’artista con il MANN, gode del Matronato della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee ed è il primo evento espositivo ospitato nel Giardino della Vanella, restaurato e riaperto alla fruizione a dicembre 2022, nuovo e incantato polmone verde del Museo. Sulla parete esterna del cosiddetto Braccio Nuovo sono esposte 10 opere di grandi dimensioni a tema botanico, che danno vita ad un suggestivo dialogo tra passato e presente, pittura e archeologia.
Danilo Ambrosino dipinge palme, cactus, bambù, agavi, filodendri, tutto il rigoglio del Mediterraneo, cristallizzandolo in dipinti realizzati con la tecnica della fusione degli smalti, che emergono da un fondo a foglia d’oro. Oro che esalta la lucentezza, oro simbolo della grande bellezza, oro che in queste opere trasforma le piante in icone. La secolare tradizione pittorica napoletana si concretizza in una visione contemporanea della Natura Morta, ritraendo le piante nella loro specificità, ma proiettandole, allo stesso tempo, in un mondo onirico.
“Il nuovo lavoro di Danilo Ambrosino – dicono le curatrici - è il racconto di un giardino incantato, un richiamo alla grande bellezza di stucchi e ori delle nostre cattedrali: c'è Bisanzio e c'è il mondo arabo, c'è la pittura rinascimentale coi suoi ori che tutto congelano nel tripudio dell'ascesi, e c'è il Pop del sentire contemporaneo, con il gusto del dettaglio esaltato a prendersi la scena. E c'è il riconoscimento dell'intelligenza delle piante, il loro immutato attraversamento di secoli e geografie, il sapersi mostrare sempre seducenti, in un racconto poetico che non conosce sazietà. La pittura si fa portavoce di ecologismo non più dolente ma gioioso, che riconosce alla pianta il ruolo di primadonna che sa opporre la propria grazia allo sfinimento del mondo.”
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